lunedì 30 settembre 2019
Il pensiero di Schelling conosce varie fasi:a partire da un idealismo che già da spazio a un fattore di oggettività della natura, fino a giungere al compiuto riconoscimento della irriducibilità del reale alla ragione umana, che deve perciò piegarsi ad accogliere la Rivelazione di Dio, non più identificato con lo Spirito (umano) ma concepito come Mistero trascendente.
L'Idealismo etico di Fichte
- tesi: l'io pone se stesso -> si rivela come attivitá autocreatrice
- antitesi: l'io pone il non io -> produce l'altro da sè come oggetto e ostacolo indispensabile alla sua attività
- sintesi: l'io oppone nell'io, all'io divisibile un non io divisibile -> si particolarizza nei singoli io empirici e finiti contrapposti alle cose del mondo
Fichte sostiene che la natura e il mondo non possono esistere in modo indipendente dall'io, il quale poi pone il non-io e si determina come io empirico grazie all'immaginazione produttiva.
Il compito dell'uomo, secondo il suo pensiero, è quello di affermare la propria libertà, infatti il mondo esiste in funzione dell'attività dell'uomo e del suo atuperfezionamento, primato della vita morale rispetto a quella teorica.
-> L'uomo ha il suo fine nella società la quale ha l'obbiettivo di realizzare la completa unità di tutti i suoi membri grazie alle due leggi morali:
1) trattare gli altri come fini e mai come mezzi;
2) puntare al perfezionamento degli uomini tramite l'educazione per questo la missione del "dotto" consiste nel promuovere il progresso culturale e morale di tutte le classi sociali.
domenica 19 maggio 2019
Kant
CRITICA DELLA RAGION PRATICA
Kant afferma che la legge morale è un fatto della ragione in quanto è incondizionata è universale, ha la forma del “comando” perché deve contrastare la sensibilità è gli impulsi egoistici.
La ragion pratica coincide con la volontà che è la facoltà che permette di agire sulla base di principi normativi:
- le massime: prescrizioni di carattere soggettivo.
- gli imperativi: prescrizioni di carattere oggettivo; distinti a loro volta in
- imperativi ipotetici
- imperativi categorici
Kant afferma che l’azione è morale quando è compiuta solo in vista e per rispetto del dovere, soddisfa il principio di universalizzazione ampliato attraverso le tre formulazioni dell’imperativo categorico, che impongono di agire.
- << soltanto secondo quella massima che, a tempo stesso, puoi volere che divenga una legge universale. >>
- << in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.>>
- in modo tale che << la volontà, in base alla massima, possa considerare contemporaneamente se stessa come universalmente legislatrice.>>
La moralità richiede là conformità al dovere ma anche la convinzione interiore, in essa l’uomo si eleva al di sopra del sensibile e delle leggi di natura, su di essa sì fonda la religione infratti le principali dottrine religiose sono postulati della ragion pratica: l’esistenza di Dio garantisce la possibilità del sommo bene e l’immortalità dell’anima garantisce la realizzabilità del sommo bene.
lunedì 6 maggio 2019
Kant
LA DOTTRINA DEGLI ELEMENTI:
è suddivisa in :
- ESTETICA TRADESCENTALE —> studia la conoscenza sensibile la quale è passiva è attiva allo stesso tempo infatti riceve dall’esperienza i dati percettivi e li organizza attraverso due forme a priori:
- SPAZIO la forma del senso esterno
- TEMPO la forma de senso interno
- LOGICA TRASCENDENTALE—> suddivisa in
- ANALITICA TRASCENDENTALE: studia la facoltà dell’intelletto, consente di unificare le intuizioni sensibili sotto le 12 categorie la legittimità della loro applicazione è giustificata con la deduzione trascendentale secondo cui tutto il processo conoscitivo è fondato sull’io penso (il legislatore della natura) intesa come realtà fenomenica distinta dalla realtà noumenica.
DIALETTICA TRASCENDENTALE: studia la ragione e cerca di superare i limiti dell’esperienza attraverso
- l’unificazione dei dati del senso interno —> idea dell’anima
- l’unificazione dei dati del senso esterno —> idea del mondo
- l’unificazione dei dati del senso interno ed esterno —> idea di Dio
giovedì 2 maggio 2019
1) ANALITICI = in essi il predicato esplicita solo il contenuto del soggetto. Possiedono universalità e necessità ma non accrescono il sapere.2) SINTETICI e POSTERIORI = in essi il predicato aggiunge novità al soggetto. Inoltre accrescono il sapere ma sono particolari e contingenti.
- l’aspetto materiale: le impressioni sensibili che io soggetto riceve passivamente dall’esperienza (a posteriori)
- l’aspetto formale: le modalità (a priori) con cui la mente ordina attivamente le impressioni.
domenica 28 aprile 2019
lunedì 1 aprile 2019
- il patto di unione -> gli individui si uniscono in una società civile;
- il patto di sottomissione -> i cittadini si sottomettono a un’autorità che ha il compito di tutelare i diritti naturali
- l’ambito politico: finalizzato a fare le leggi e a farle rispettare; in esso vale il principio della tolleranza religiosa fondato sul fatto che nessuna religione è superiore alle altre e che la fede non può essere imposta con la forza;
- l’ambito religioso: finalizzato a soddisfare i bisogni spirituali per cui la Chiesa è una società libera e volontaria.
- dall’esperienza esterna provengono le idee di sensazione;
- dall’esperienza interna provengono le idee di riflessione;
- idee semplici (di sensazione è riflessione) -> derivano dalle esperienze elementari e sono dotate di certezza;
- idee complesse -> provengono dal l’elaborazione delle idee semplici e si distinguono in:
- idee di modi (non sussistono di per sè ma sempre in relazione a una sostanza)
- idee di sostanze (riferite a qualcosa di esistente in sè che funge da sostrato)
- idee di relazioni (derivano dal rapporto istituito tra idee semplici)
lunedì 18 febbraio 2019
Hobbes
Egli nasce in Inghilterra nel 1558, studia ad Oxford e diventa precettore per una grande famiglia, i duchi di Devonshire.
All’interno del pensiero di Hobbes si può riconoscere che l uomo è un essere naturale e corporeo, ogni conoscenza deriva dai sensi (empirica ) e si sviluppa in tre livelli:
1) sensazione —> movimento sollecitato dagli oggetti che sensibilizzano gli organi di senso formando un immagine;
2) immaginazione —> collega le immagini sensibili trattenuti dalla memoria;
3) intelletto —> collega i nomi attribuiti convenzionalmente dal linguaggio alle immagini delle cose infatti esso ha due funzioni principali 1. serve alla memorizzazione 2. serve alla comunicazione.
Nell’articolazione del suo pensiero egli spiega che la materia corporea è l’unica realtà e il movimento è l’unico principio di spiegazione dei fenomeni pertanto esiste un rigido determinismo anche in ambito etico che consiste nel bene e male che coincide con ciò che favorisce l’autoconservazione o che la ostacola e la libertà è soltanto << libertà di fare ciò che la volontà ha deciso.>>
Secondo il suo pensiero lo stato di natura e cararatterizzato da l’illimitata libertà individuale che comporta una situazione di ostilità generale con il rischio della distruzione reciproca. Infatti gli uomini devono rinunciare al diritto naturale (ius naturale —> libertà che ciascuno essere umano ha, nello stato di natura, di fare tutto ciò che vuole per difendersi e per soddisfare i propri bisogni) seguendo le tre massime ragioni:
1) cercare un compromesso per ottenere la pace;
2) limitare i propri diritti in relazione a quelli degli altri;
3) rispettare i patti.
Secondo la sua concezione di Stato (o Leviatano) esso ha origine da due patti stretti sala società civile, questi sono il patto di unione (—> implica la convergenza di molte volontà verso un solo scopo) e il patto di sottomissione (—> implica l’alienazione dei diritti e del potere a un sovrano).
Lo Stato, secondo Hobbes, ha due “direzioni”:
- potere assoluto; in quanto non ha mai termine se non per la morte del re, costringe il popolo all’obbedienza delle leggi senza lui rispettarle, ha pieno controllo delle azioni e opinioni dei sudditi, egli coincide con la legge è stabilisce i criteri del giusto è ingiusto ed infine ingloba in sè il potere religioso.
- ha alcuni limiti; possiamo riconoscere che non può emanare ordini che mettono in pericolo la vita dei cittadini e lascia un margine di libertà ai sudditi nella sfera privata.
venerdì 14 dicembre 2018
Cartesio suddivide la realtà in res cogitans e res extensa. Con res cogitans si intende la realtà psichica a cui Cartesio attribuisce le seguenti qualità: inestensione, libertà e consapevolezza. La res extensa rappresenta invece la realtà fisica, che è estesa, limitata e inconsapevole.
Il concetto deriva dal "cogito", in quanto si ha necessità di dividere ciò di cui ho appurato l'esistenza (il mio spirito) da ciò di cui non posso essere certo (il mio corpo, che tramite i sensi manda informazioni - forse false - al mio spirito).
Lo spunto originario deriva dalla metodologia Cartesiana. Per tutto ciò di cui si può dare un modello meccanico, tale modello è anche sufficiente come spiegazione del fenomeno sotto considerazione. Un modello meccanico opera solo con la fisica meccanica, cioè con corpi estesi in movimento. Ci sono, però, fenomeni quali il linguaggio ed il pensiero per cui non è possibile dare un modello meccanico. Perciò, conclude Cartesio, queste facoltà esistono al di fuori del dominio della res extensa e bisogna assumere l'esistenza di un secondo dominio ontologicamente distinto dalla res extensa. Pensiero e linguaggio sono dunque fenomeni pertinenti alla res cogitans e devono essere studiati e spiegati con un modello e una scienza diversa dalla meccanica.
Ora il criterio dell'evidenza, il punto di partenza del metodo cartesiano, ha sconfitto sì il dubbio scettico, ma ha fatto nascere la necessità dell'esistenza di due mondi, quello del pensiero (cogito) e quello della realtà (sum). E ciascuno di questi due mondi deve necessariamente far capo a una sostanza. Ma con Cartesio le sostanze sono due: la res cogitans (pensiero) e la res extensa (la realtà), ma la sostanza è una e non può essere altro che una.
Cartesio pensa di superare questa difficoltà sostenendo che in effetti la sostanza è veramente unica: essa è Dio, creatore sia della realtà che del pensiero. Insomma la res cogitans e la res extensa hanno un denominatore comune che è Dio, di cui Cartesio si è premurato di dimostrare razionalmente l'esistenza, incappando però nel "circolo vizioso".
lunedì 12 novembre 2018
CARTESIO

Nasce il 31 marzo 1596 a Stoccolma. A lui è affidata l'espressione ''cogito ergo sum'' che significa penso, dunque sono; questa espressione deriva dall' unica certezza che viene rappresentata dal cogito ovvero l'intuizione immediata del proprio esistere come soggetto pensante.
Secondo la sua concezione non è più la pluralità ad indagare sulla realtà bensì il singolo infatti chiamato sapiente. Prima di affermare ciò che detto nelle righe precedenti, il filosofo si isola e medita e prega. Si può affermare che Cartesio è il padre del razionalismo inteso come pensiero che vede nella ragione (intelligenza geometrica e matematica) l'unica fonte affidabile per l'uomo per la sua ricerca conoscitiva.
La finalità della filosofia di Cartesio è la ricerca della verità attraverso la filosofia, intesa come uno strumento di miglioramento della vita dell'uomo: perseguendo questa via il filosofo intende ricostruire l'edificio del sapere, fondare la scienza.
Cartesio ritiene che criterio basilare della verità sia l'evidenza, ciò che appare semplicemente e indiscutibilmente certo, mediante l'intuito. Il problema nasce nell'individuazione dell'evidenza, che si traduce nella ricerca di ciò che non può essere soggetto al dubbio. Pertanto, dacché la realtà tangibile può essere ingannevole in quanto soggetta alla percezione sensibile dubbio metodico e al contempo anche la matematica e la geometria (discipline che esulano dal mondo sensibile) si rivelano fasulle nel momento in cui si ammette la possibilità che un'entità superiore (colui che Cartesio soprannomina genio maligno) faccia apparire come reale ciò che non lo è (dubbio iperbolico), l'unica certezza che resta all'uomo è che, per lo meno, dubitando, l'uomo è sicuro di esistere. L'uomo riscopre la sua esistenza nell'esercizio del dubbio--> cogito ergo sum: dal momento che è propria dell'uomo la facoltà di dubitare, l'uomo esiste.
Partendo dalla certezza di sé, Cartesio arriva, formulando due prove ontologiche e una prova cosmologica, alla certezza dell'esistenza di Dio. Dio, che nella concezione cartesiana è bene e pertanto non può ingannare la sua creazione (l'uomo), si rende garante del metodo, permettendo al filosofo di procedere alla creazione dell'edificio del sapere.
domenica 4 novembre 2018

sabato 20 ottobre 2018

Il lungometraggio è ambientato nel 2019 in una Los Angeles distopica, dove androidi dalle stesse sembianze dell'uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. I robot che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla Terra vengono cacciati e "ritirati dal servizio", cioè eliminati fisicamente, da agenti speciali chiamati blade runner. La trama ruota attorno a un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles, e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio ma che accetta un'ultima missione per dare loro la caccia.
Blade Runner si interroga sulle possibilità offerte dall'eugenetica e dalla clonazione nella creazione di replicanti e sulle implicazioni morali, etiche e religiose derivanti. Da questo punto di vista, uno dei temi centrali del lungometraggio è la questione di che cosa sia e cosa significhi "umanità''. Anche se la differenza tra replicanti e umani è fondata essenzialmente sulla mancanza d'empatia nei primi, gli androidi sono presentati come degli esseri capaci di compassione — Batty arriva a salvare la vita a Deckard — e di preoccuparsi gli uni degli altri. Il ribaltamento di prospettiva è completato dal fatto che le figure umane sono invece fredde, distanti ed egoiste, mentre la folla nelle strade è anonima e impersonale. La sequenza onirica dell'unicorno insieme all'origami lasciato da Gaff in forma di liocorno, è considerata da molti una prova del fatto che Deckard sia un replicante, poiché Gaff avrebbe avuto accesso ai ricordi artificiali del Blade Runner. Questa interpretazione è messa in dubbio da alcuni, che affermano che la mancanza di una risposta definitiva è cruciale per cogliere il messaggio centrale del film. Questa voluta ambiguità, incertezza e ricchezza testuale permette agli spettatori di interpretare il film secondo il loro gusto personale.
RAPPORTO UOMO-MACCHINA -->cibernetica: indica un vasto programma di ricerca interdisciplinare, rivolto allo studio matematico unitario degli organismi viventi e, più in generale, di sistemi, sia naturali che artificiali.




